Se Samsung, adottando una politica anti crisi per nulla sbrigativa e di breve periodo, dimostra di credere che questo periodo di vacche magre non terminerà a breve, il mostro sacro di Internet, Google, non è da meno...

La crisi che ormai da mesi è sulla bocca di tutti, si sta facendo sentire sempre più anche sulle spalle di tutti. Non ha risparmiato grandi brand come l’americana Motorola e il colosso Microsoft, che da tempo hanno annunciato tagli del personale per rispondere in qualche maniera all’emergenza. Anche Samsung ha dichiarato che dovrà rivedere il proprio piano industriale, ma in luogo di un semplice ridimensionamento del personale, che ad oggi pare non dovrebbe esserci, ha optato per una misura più elaborata e per molti più efficace. Le divisioni verranno ridotte da quattro a due. Una, la Device Solution Business, dovrebbe essere specializzata sui settori semiconduttori e pannelli LCD. La seconda, la Digital Media and Communications Business, dovrebbe avere un core business costituito da televisori, elettronica di consumo e dispositivi di telefonia mobile. Se Samsung, adottando una politica anti crisi per nulla sbrigativa e di breve periodo, dimostra di credere che questo periodo di vacche magre non terminerà a breve, il mostro sacro di Internet, Google, non è da meno. La crisi non sta lasciando indenne nemmeno il gigante di Mountain View. I vertici della società dopo aver annunciato un ridimensionamento delle collaborazioni, stanno prevedendo anche dei tagli relativi ai lavori e al personale interno. Per la prima volta dalla sua fondazione datata 1998, vengono messe in discussione anche le finora sempre rosee aspettative legate ai risultati economici di Google. I vertici della società hanno scelto di fronteggiare la crisi su due versanti. In primis, non possono evitare qualche triste licenziamento indispensabile per la salute dell’azienda. Ma a ciò vogliono anche accompagnare una ristrutturazione dei progetti perseguiti sia all’interno che all’esterno, per evitare inutili e dannosi doppioni, e per procedere spediti lungo la strada dell’ottimizzazione dell’allocazione delle risorse, oltre che su quella della minimizzazione dei costi. Infatti, la profonda crisi economica globale sta riducendo anche i profitti pubblicitari di Google, e non essendo affatto passeggera, continuerà a farlo per un po’. La continua espansione avuta in questi 10 anni sarà comunque rallentata, ma si può immaginare che il re dei motori di ricerca saprà inventare nuovi percorsi che in futuro compenseranno i risultati sotto la media di questo periodo.










Da: Ilona Staller A: Lorenzo Quilibrio