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Banche e assicurazioni aiutate per distribuire bonus milionari?! Obama non ci sta
La peggiore crisi del sistema finanziario dalla grande depressione del 1929 sta provocando una recessione spaventosa: milioni di licenziamenti sparsi soprattutto negli Stati Uniti, ma che aumentano anche nel resto del mondo. Invece, coloro i quali da moltissimi addetti ai lavori, distribuiti su tutto il pianeta, sono considerati i principali, se non gli unici, colpevoli di [...]
17 marzo 2009
La peggiore crisi del sistema finanziario dalla grande depressione del 1929 sta provocando una recessione spaventosa: milioni di licenziamenti sparsi soprattutto negli Stati Uniti, ma che aumentano anche nel resto del mondo. Invece, coloro i quali da moltissimi addetti ai lavori, distribuiti su tutto il pianeta, sono considerati i principali, se non gli unici, colpevoli di questo primo famoso disastro del terzo millennio, si stanno organizzando le vacanze e gli acquisti “più giusti”. Proprio quelli che sono stati salvati da milioni di Mr e Mrs Smith americani, ora stanno pensando a come distribuire questi soldi ai loro top manager, o come meglio altrimenti vengono definiti.
Allora il nuovo presidente degli States non ha potuto non alzare la voce, e ha urlato “è un oltraggio”, ordinando al suo ministro del Tesoro, Timothy Geithner, di fare di tutto per bloccare questi compensi immorali a quegli individui che stanno, in larga parte, facendo perdere il lavoro a infinite mani e menti di concittadini e non solo.
Oggi, però, sui giornali e sui siti di tutto il globo, rimbalza la notizia di come questi colossi bancari e assicurativi hanno in mente di rispondere al loro presidente. Aggirare l’ostacolo si può: in luogo dei bonus si aumentano la parte fissa delle proprie retribuzioni.
Sotto i riflettori sta andando in particolar modo Aig (gruppo assicurativo numero uno al mondo fino a poco tempo fa), che non si è per nulla vergognata di chiedere al proprio governo 170 miliardi di dollari per continuare a vivere. Ora, 165 milioni(di quei 170 miliardi, repetita iuvant) li vuole distribuire tra i suoi vertici. “Non è solo una questione di dollari e centesimi, qui si parla dei nostri valori fondamentali. Questa è una società che si trova in difficoltà finanziarie a causa di una gestione avventata e ingorda. Come possono giustificare questo oltraggio verso i contribuenti che tengono a galla la compagnia?”. Con queste parole oggi si è espresso, furioso, Barack Obama, puntando esplicitamente il dito contro i vertici di Aig.













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