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Nei pressi di Siena, in Toscana, si trova la casa del “mulino bianco”, meta di pellegrinaggi, come se fosse un nuovo santuario, almeno nella prospettiva della religione istituita dalla cultura del consumismo. La notizia può far sorridere, anzi, ridere di gusto, come ho fatto io, per l’assurdità del fatto. Ma siamo abituati a queste notizie [...]
31 marzo 2011
Nei pressi di Siena, in Toscana, si trova la casa del “mulino bianco”, meta di pellegrinaggi, come se fosse un nuovo santuario, almeno nella prospettiva della religione istituita dalla cultura del consumismo. La notizia può far sorridere, anzi, ridere di gusto, come ho fatto io, per l’assurdità del fatto. Ma siamo abituati a queste notizie stravaganti. Per fortuna non ci siamo abituati ad altre peggiori, come nel caso del pellegrinaggio macabro alla casa di Avetrana, dove c’è stato il business delle immagini. In questo caso, probabilmente, se non ci fossero stati i fruitori, i morbosi guardoni, non ci sarebbe stato neanche il commercio delle immagini. Si spera che di pellegrinaggi macabri non ce ne siano più, così come non accadano più fatti di cronaca nera, soprattutto a scapito di giovani. Si spera, anche, che i tour dei centri commerciali, nel fine settimana, vengano accantonati per lasciare spazio e tempo alle relazioni interpersonali, per ritrovarsi, uniti e partecipi.
Manuela.













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