Fill the signin form and go to your private zone.
Capitalismo e istituzioni democratiche.
La crisi economica e finanziaria ispira a molti studiosi delle considerazioni sul capitalismo, sul nesso capitalismo e istituzioni democratiche, sui costi della crisi e su chi dovrà pagare, cioè i ceti che dovranno farsi carico di tali costi. Giuseppe Bedeschi nell’articolo pubblicato sul ‘Corriere della Sera’ cita lo studioso del marxismo, Guido Carandini, il quale [...]
30 agosto 2011
La crisi economica e finanziaria ispira a molti studiosi delle considerazioni sul capitalismo, sul nesso capitalismo e istituzioni democratiche, sui costi della crisi e su chi dovrà pagare, cioè i ceti che dovranno farsi carico di tali costi. Giuseppe Bedeschi nell’articolo pubblicato sul ‘Corriere della Sera’ cita lo studioso del marxismo, Guido Carandini, il quale dice che la crisi economico-finanziaria è “l’esito di una vera e propria controrivoluzione del capitale che, divenuto globale, ha ridotto a brandelli i poteri che le rivoluzioni dei secoli scorsi avevano conferito alle democrazie nazionali, cioè i poteri di controllo sul mondo degli affari e la forza di imporre agli Stati un generoso Welfare a difesa delle classi più deboli’. Dunque, “la crisi che attraversiamo è il crepuscolo della politica democratica delle nazioni, politica decaduta da baluardo dei diritti sociali a passivo strumento del nuovo potere capitalista senza frontiere”. Giuseppe Bedeschi si domanda: “’Controrivoluzione del capitale’ in Italia?. Magari verrebbe da dire. Ma non c’è traccia al punto che per tanti aspetti si ha la sensazione di vivere in un Paese del defunto ‘socialismo reale’. Migliaia e migliaia di aziende sono sotto il controllo della mano pubblica (dei Comuni, delle Province, delle Regioni, dello Stato), ed esse (come ha ricordato pochi giorni or sono la Marcegaglia) sono per i 4/5 in perdita! Il patrocinio immobiliare pubblico arriva a 500 miliardi di euro. Tutto questo settore pubblico è controllato dal ceto politico (di destra e di sinistra), per suo utile e vantaggio […]. Tralasciamo pure gli incredibili privilegi di cui la Casta gode direttamente, ma non possiamo tacere i molto marchingegni con cui il ceto politico (dei vari partiti) compra il consenso. Uno dei più stupefacenti è quello delle cosiddette pensioni di anzianità (che in realtà sarebbe più giusto chiamare ‘pensioni di giovinezza’). ‘Bisogna superare le pensioni di anzianità – ha detto ancora Emma Marcegaglia in una recente intervista – per ragioni di giustizia tra generazioni e di equiparazione con l’Europa. Ma le pare possibile che, con l’attuale aspettativa di vita, si vada in pensione a 58 anni?’. In Italia deve essere la presidente di Confindustria a ricordare che una società si basa anche sul patto generazionale, e che la demagogia politica non può ipotecare, o piuttosto dilapidare il patrimonio delle generazioni future”. Pertanto Bedeschi non trova indizi per imputare al capitalismo la condanna di congiura ai danni delle istituzioni democratiche. “La povera gente e i giovani”, dice lo studioso, “sono le vittime della mancanza di sviluppo economico”. Dunque, sviluppo economico grazie al sistema capitalista, ma potrebbe avvenire anche per mezzo di sistemi economici alternativi. Molte domande sorgono da questa lettura, cioè, se lo Stato democratico sia democratico solo formalmente, se il capitalismo sia stato declassato al rango di avidità, caratteristica dell’uomo, tematica su cui è difficoltoso elaborare teorie scientifiche, per studiare e prevederne gli effetti.
Manuela.













Nessun commento
Aggiungi un commento