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Criminalità ambientale
La criminalità ambientale è una delle nuove facce del crimine. E’ un fenomeno eterogeneo: si va dall’inquinamento delle acque, del suolo, dell’aria, allo smaltimento illecito dei rifiuti, insomma ci si trova di fronte ad un’ampia gamma di reati che hanno come vittima l’ambiente. Da un punto di vista analitico, il crimine ambientale deve essere analizzato [...]
8 luglio 2011
La criminalità ambientale è una delle nuove facce del crimine. E’ un fenomeno eterogeneo: si va dall’inquinamento delle acque, del suolo, dell’aria, allo smaltimento illecito dei rifiuti, insomma ci si trova di fronte ad un’ampia gamma di reati che hanno come vittima l’ambiente. Da un punto di vista analitico, il crimine ambientale deve essere analizzato su tre piani diversi: individuale, cioè quando dei soggetti immettono nell’ambiente sostanza nocive deteriorando così l’ecosistema; gruppale, come nel caso di crimini commessi dalle aziende, quali possono essere le strategie aziendali atti a ridurre i costi per lo smaltimento corretto e legale di sostanze tossiche e infine il crimine ambientale è opera di ecomafie e si articola nella “gestione del territorio che ospita discariche non sempre legali, e controlla carichi di rifiuti che vengono smaltiti illegalmente in aree geografiche più favorevoli”(“Mafia ed economia criminale. Analisi socio-criminologica di un’economia ‘sommersa’ e dei danni recati all’economia legale”, Francesco Barresi, 2007). L’ecomafia è il “settore della mafia che gestisce attività altamente dannose per l’ambiente come l’abusivismo edilizio e lo smaltimento clandestino dei rifiuti tossici”. Oggi la criminalità ambientale rappresenta per le mafie una risorsa come il traffico di stupefacenti o degli appalti. Completano la descrizione del fenomeno, oltre alla criticità rappresentata da un insieme di norme poco armonico in materia di crimini ambientali, i rapporti collusivi tra organi di controllo e organizzazioni criminali. Tuttavia ancor prima di agire a livello normativo occorre rivedere le cause sociali ed economiche e culturali che sono alla base dello sviluppo dell’ingerenza delle organizzazioni criminali ai danni dell’ambiente. Occorre sensibilizzare al rispetto per l’ambiente e che il ciclo dello smaltimento dei rifiuti sia a carico di amministrazioni pubbliche con la promozione di tecnologie eco-compatibili e premiando le imprese sane che vogliono impegnarsi in questo modo. Vedremo nello specifico il nuovo business delle mafie, cioè lo smaltimento dei rifiuti.
Manuela.














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