Crimini ambientali: il business dello smaltimento dei rifiuti.

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Le ecomafie si occupano soprattutto dello “smaltimento illegale di rifiuti industriali (e radioattivi), ma anche del traffico internazionale di specie protette e contrabbando di opere d’arte” (“Mafia ed economia criminale. Analisi socio-criminologica di un’economia ‘sommersa’ e dei danni recati all’economia legale”, Francesco Barresi, 2007). Questi settori sono da tempo fonti di importanti profitti. Infatti, secondo [...]

9 luglio 2011

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366332ec75cade30 Crimini ambientali: il business dello smaltimento dei rifiuti.

Le ecomafie si occupano soprattutto dello “smaltimento illegale di rifiuti industriali (e radioattivi), ma anche del traffico internazionale di specie protette e contrabbando di opere d’arte” (“Mafia ed economia criminale. Analisi socio-criminologica di un’economia ‘sommersa’ e dei danni recati all’economia legale”, Francesco Barresi, 2007). Questi settori sono da tempo fonti di importanti profitti. Infatti, secondo la Commissione Parlamentare, ogni anno in Italia, su un volume complessivo di 108 tonnellate di rifiuti, 35 mila vengono smaltite attraverso modalità non corrette o del tutto illecite. Il giro di affari viene stimato in 15mila miliardi, con un danno all’erario (dovuto in massima parte alla connessa evasione fiscale) attorno ai duemila miliardi di lire [è evidente che i dati sono relativi a ricerche effettuate prima dell’avvento dell’euro]. In base ad alcuni accertamenti fatti dalla Commissione al ‘Documento sui traffici illeciti ed ecomafie’, approvato dalla stessa e ad alcune inchieste in corso presso le Procure di Asti e Roma, emergono alcuni particolari inquietanti: la maggior parte dei rifiuti tossici provenienti dall’Italia finirebbe in Somalia”. Un altro Paese coinvolto sarebbe il Mozambico. Altre inchieste, svolte dalla Direzione distrettuale Antimafia di Milano, hanno rilevato la presenza, in Mozambico, di una società specializzata nell’installazione di impianti per lo smaltimento di rifiuti di ogni genere. “L’impresa ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per importare rifiuti da ogni parte del mondo, il problema è che non esiste nessun impianto e migliaia di tonnellate di pattumiere di ogni tipo, provenienti da tutti i continenti, giacciono in un’enorme discarica a cielo aperto”. A parte la specificità del fenomeno delle ecomafie, se si pensa alla vita dei cittadini del Mozambico e di altri Paesi a cui tocca la stessa sorte, ci si rammarica di questo sfruttamento da parte del mondo occidentale cosiddetto sviluppato. Questo per dire, anzi ribadire, che ci sono “cause sociali ed economiche e culturali alla base dello sviluppo dell’ingerenza delle organizzazioni criminali ai danni dell’ambiente”, perciò dove c’è, da parte dei cittadini più sensibilità nei riguardi dell’ambiente, meno la criminalità organizzata ha possibilità di inserirsi e attuare loschi traffici. E se diminuisce la produzione di scorie, diminuiranno anche le probabilità che la mafia investa in questo settore.

Manuela.

Scritto da Manuela

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