“Mi rendo conto del tempo che passa e, pur godendo di ottima salute, ho deciso di lasciare la presidenza di tutte le società che ho fondato. Si tratta di una decisione serena perché è assicurato il ricambio manageriale dove era possibile e la continuità dove esisteva”.
Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate oggi a Milano da Carlo De Benedetti in una conferenza stampa con i giornalisti, voluta fortemente dallo stesso ingegnere per dimostrare gratitudine a questa categoria perchè “pur se talvolta nelle critiche, i giornalisti mi hanno seguito nella mia lunga vita. Ho ritenuto quindi giusto fare a voi questo annuncio”.
De Benedetti lascia tutte le cariche ricoperte nelle società da lui fondate: Cofide, Cir, M&C.
L’imprenditore rimane presidente onorario del Gruppo l’Espresso che definisce la sua più “grande passione-missione, salvata dal fallimento”, ci tiene a precisare. Ammette che l’editoria è stato il suo più grande amore, e ciò lo inorgoglisce tanto quanto il rapporto che ha sempre mantenuto col potere. ”Una delle due cose di cui sono più fiero, assieme alla coerenza del mio pensiero politico”.
Escluse nuove opportunità, non ci saranno cambiamenti dell’assetto azionario del Gruppo e non pensa per nulla a venderne le quote: ”No, almeno fino a quando sono vivo io”. Non è contemplata nemmeno l’uscita del titolo dalla principale borsa italiana.
Ai giornalisti ha offerto anche alcune riflessioni sulla sua cinquantennale storia imprenditoriale: regalando alcune piccole confessioni. Con l’ Olivetti è stata “una storia di successo, contrariamente a quanto si è scritto”. Alcuni eventi politici hanno influenzato e non sempre in positivo “la mia vita imprenditoriale”: Banco Ambrosiano, Mondadori e Sme.






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