Il decreto legge anticrisi varato a fine novembre diventerà legge dello Stato. Ha infatti incontrato anche il sì del Senato, nella stessa versione con cui era stato approvato, in prima lettura, dalla Camera. Il provvedimento, che sarebbe scaduto oggi, ha ottenuto 158 sì e 126 no; 2 gli astenuti. Questa manovra ha un costo di 5 miliardi di euro. Di seguito i punti principali.

- Assegni familiari – Sarebbero stati disposti trecentocinquanta milioni di euro per aiutare i lavoratori autonomi e le famiglie con disabili. Il condizionale è dovuto al fatto che questa somma per essere disponibile deve superare la verifica di quanto non è stato speso nel 2009
- Detassazione produttività – Prolungata anche al 2009 la diminuzione della pressione fiscale per i premi dei lavoratori del settore privato.
- Rottamazione negozi – Viene garantito un sostegno anche ai negozianti che a causa della crisi sono cotretti a chiudere la propria attività. Si tratta di una sorta di pensione minima per gli uomini con più di 62 anni e per le donne di almeno 57 anni.
- Iva Sky – Il colosso televisivo si vede aumentare la propria aliquota da quella ridotta del 10% a quella del 20%. Questa misura, insieme all’aumento delle tasse per la produzione e vendita di materiale pronografico (che costituisce una ingente fonte di guadagno per Sky), è stata letta da molti come volontariamente penalizzante per la regina delle concorrenti di Rai e Mediaset.










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