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Don’t worry be happy: a Vienna c’è la comune dell’economia solidale.
A Vienna rispunta l’idea della comune, la comune dell’economia sociale e solidale. Deriva da un concetto fondato sull’economia del benessere comune. Il fondatore è Christian Felber. L’idea trova la sua realizzazione in dibattiti, riunioni, incontri pubblici e online. Molti imprenditori, ben 400 aziende, hanno aderito a questo nuovo movimento. La ‘comune zero’ o ‘comune 2.0’, [...]
2 novembre 2011
A Vienna rispunta l’idea della comune, la comune dell’economia sociale e solidale. Deriva da un concetto fondato sull’economia del benessere comune. Il fondatore è Christian Felber. L’idea trova la sua realizzazione in dibattiti, riunioni, incontri pubblici e online. Molti imprenditori, ben 400 aziende, hanno aderito a questo nuovo movimento. La ‘comune zero’ o ‘comune 2.0’, a differenza della comune sessantottina, per divulgare le buone pratiche ha a disposizione il mondo di internet. L’obiettivo fondamentale è superare il capitalismo senza utopie totalitarie e creare un’economia solidale: ascoltare i dipendenti e farli partecipare alla gestione, rispettare l’ambiente e puntare sulla cooperazione e non produrre merci letali. L’imprenditore non si comporta come un capo, poiché il codice della comune gli impone di cercare la gioia dei dipendenti. All’interno delle aziende che hanno aderito al progetto non esiste un vertice o un consiglio di amministrazione, ma un organo decisionale posto al fianco di chi lavora. L’economia per il bene comune è il nome del nuovo movimento che cresce in Mitteleuropa. Un’economia alternativa al sistema capitalista è realizzabile (dal quotidiano ‘la Repubblica’ del 1 novembre).













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