Finalmente l’attesa è finita. Mentre Nokia inonda i centri commerciali con il nuovissimo E75, Htc ritorna a fare la voce grossa. Molto grossa. Dopo aver inventato la formula touch+qwerty sul suo primo dispositivo di grande successo, l’Htc Tytn (o Hermes), che è stata poi ripresa dalle altre grandi marche del settore (la stessa Nokia in estate vorrà zittire tutti con il suo attesissimo N97), ora rilancia con tutta la forza del consorzio di imprese e sviluppatori della Open handset alliance. E sì, il Dream( o G1) già in vendita con Tim e il Magic, che arriverà ad aprile con Tim ma anche con Vodafone, sono il frutto di una collaborazione tra Htc e Google in primis, ma anche di molti altre imprese che gravitano attorno al mercato dei dispositivi mobili e dell’elettronica in generale. In particolare, se Htc ha messo la carrozzeria, Google ha messo a disposizione Android, il primo sistema operativo per telefonini completamente open source. Android si basa su Linus, è facilissimo da usare, e sicuramente farà riguadagnare molta strada alla casa taiwanese Htc, che fino ad ora rimaneva sempre un pò penalizzata da Windows Mobile, mai tranquillamente all’altezza di Symbian e della velocità dei melafonini. E proprio i melafonini, ora, dovranno temere un pò di perdere il primato dei più belli del reame. Perchè se il G1, riprende come detto il veccho Tytn per struttura e capacità (migliorando però in velocità e maneggevolezza), il Magic sarà il primo vero e proprio anti-iphone. Al di là di una migliore fotocamera da 3,2 megapixel (la stessa di un altro concorrente, il Nokia E71), una memoria espandibile (anche se quella fissa degli I-phone è fissa a 16GB), la forza di Magic è un’estetica palesemente in competizione con quella dei gioielli Apple. Inoltre, il cavallo di battaglia dei Googlefonini in genere sarà il suo Android market, e il fatto di vivere per internet. Spieghiamoci meglio. L’apple store, per quanto fornitissimo e già da tempo in vita, si dovrà confrontare con il mercato dei dispositivi Android che è completamente open source: i consumatori scaricano in scioltezza tutti i programmi e programmini che vogliono, e ai vari sviluppatori di applicazioni Google non richiede nessuna percentuale sulle loro vendite; Apple sì. Non a caso anche Nokia ha già lanciato un suo store e quello di Microsoft è più che in mens dei. Si è, quindi, ufficialmente aperta la guerra per accaparrarsi la leadership in questo mercato dei dispositivi mobili. Attualmente al primo posto c’è la casa scandinava con i suoi 61 milioni di pezzi venduti nello scorso anno. Segue Rim con 23, Apple con 11,5 e infine, molti dicono ancora per poco, la casa taiwanese Htc con poco meno di 6 milioni di smartphone in giro per il mondo.
Basta avere un account Google, e con un G1 o un Magic, e poi con tutti quelli che verranno, si avrà davvero un computer nel palmo della mano. Da Youtube senza limitazioni, a Gmail, a tutti i servizi Google relativi alla gestione efficiente del proprio sito o blog, ad Adsense, ovviamente a Google Talk, eccetera eccetera. Unica pecca? Il prezzo, che, almeno per ora, a causa di tasse tutte italiane, è reso maggiore che in altri paesi europei e non.









Discussion
No responses to "Dream e Magic: i primi due Googlefonini in Italia"
There are no comments yet, add one below.
Leave a Comment