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Evasori del fisco.
Chi non paga le tasse mette a rischio la società. Perché? Lo spiega l’articolo di Giorgio Ruffolo pubblicato dal quotidiano ‘La Repubblica’. “ […] Negli Stati nazionali della modernità il peso politico delle nuove classi popolari e l’avvento della democrazia ha spostato l’asse del prelievo fiscale dagli impieghi militari alle spese sociali, mentre lo sviluppo [...]
15 settembre 2011
Chi non paga le tasse mette a rischio la società. Perché? Lo spiega l’articolo di Giorgio Ruffolo pubblicato dal quotidiano ‘La Repubblica’. “ […] Negli Stati nazionali della modernità il peso politico delle nuove classi popolari e l’avvento della democrazia ha spostato l’asse del prelievo fiscale dagli impieghi militari alle spese sociali, mentre lo sviluppo del capitalismo premeva perché quelle risorse fossero destinate al finanziamento di investimenti produttivi. Le due destinazioni non sono affatto conflittuali, sono complementari: il capitalismo ha bisogno di una vasta infrastruttura sociale e quest’ultima è inconcepibile senza un’adeguata produzione di ricchezza. E’ in questo spazio sociale che si insinua lo sfruttamento dell’evasore fiscale. L’evasore fiscale, facendo mancare risorse allo stato, pregiudica entrambe le funzioni, quella capitalistica e quella amministrativa, campando a scrocco. Ma la responsabilità dell’evasione fiscale non sta tutta sulle spalle degli evasori. Anche su quella dei governi. Non parlo solo delle dichiarazioni di benevolenza (Je vous ai compris) del Premier”, dice Ruffolo. “Parlo soprattutto della selva dei condoni delle esenzioni degli ‘scudi’ che hanno abituato gli evasori all’idea che il gioco è truccato”. Dunque, approfittare delle opportunità per evadere il fisco non è tra le regole del gioco, va a scapito dei ceti meno abbienti e, nel tempo, anche dei ricchi che dal funzionamento del sistema capitalistico hanno tratto benefici.
Manuela.













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