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Facebook e i suoi 50 miliardi di dollari
Goldman Sachs investe 375 miloni di dollari in Facebook facendo lievitare il suo valore a ben 50 miliardi di dollari. Ognuno dei 500 milioni di utenti di Facebook ha praticamente il valore di 100 dollari. Sono quindi gli utenti il vero potere del Social Network, senza di loro Facebook non varrebbe nulla. Conti alla mano, [...]
10 gennaio 2011
Goldman Sachs investe 375 miloni di dollari in Facebook facendo lievitare il suo valore a ben 50 miliardi di dollari. Ognuno dei 500 milioni di utenti di Facebook ha praticamente il valore di 100 dollari. Sono quindi gli utenti il vero potere del Social Network, senza di loro Facebook non varrebbe nulla. Conti alla mano, se un paio di utenti cancellassero il loro profilo da Facebook beh il sito perderebbe gia 200 dollari. Il capitale sono quindi i suoi utenti, i loro contenuti e le loro reti di relazione e non la piattaforma in se, ma Facebook è un mondo chiuso in sé stesso nell’universo di Internet, chi vi entra non vi può più uscire.
Se in futuro altre società fornissero un social network con servizi più “ghiotti” e utili, l’utente iscritto a Facebook dovrebbe, in teoria, poter migrare i suoi contenuti senza chiedere il permesso a Mark Zuckerberg. Nei fatti oggi non può farlo. Il suo valore economico dipende dai miliardi di informazioni personali inserite. Chi è il proprietario di questi dati dovrebbe essere l’utente, l’identità è sua, foto, film, testi sono frutto del suo lavoro, sono “lui“, sono “lei“. Queste informazioni sono però utilizzabili solo all’interno di Facebook. Chi si registra su un’altra rete sociale deve rifare tutto da 0.
Facebook dovrebbe ridare tutti i soldi ricevuti dalla Goldman Sachs e ai suoi utenti che lavorano egregiamente e gratis fornendo informazioni che possono essere usate per attività marketing. Con queste premesse, se il monopolio di fatto di Facebook finisse, i capitali di Goldman Sachs avrebbero creato l’ennesima bolla di Internet. E chi ci rimette i soldi nelle bolle? I piccoli azionisti o le grandi banche? Di certo non Goldman Sachs che potrebbe guidare la collocazione in borsa di Facebook nel 2012 con ritorni enormi.
Beh! Chi è che adesso avrà il coraggio di comprare azioni Facebook? Di sicuro non io!













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