Finanza a stelle e striscie, Geithner propone con forza un’authority federale unica
“I casi Lehman Brothers e Aig hanno messo in luce ampie mancanze del nostro sistema finanzario dobbiamo fare in modo che il nostro Paese non debba affrontare questa situazione mai più. Quel che serve è una riforma complessiva: non qualche piccolo aggiustamento in corsa, ma nuove regole del gioco”. Queste sono le parole usate e pronunciate con forza dal ministro del Tesoro americano, Timothy Geithner, alla vigilia di quella che potrebbe essere davvero una rioluzione all’interno del sistema economico-finanziario d’oltreceoano, e che quindi avra evidentemente ripercussioni anche sul resto del globo.
Il messaggio, che uno degli uomini più pesanti della nuova amministrazione Obama ha voluto dare, è chiaro. Abbiamo aiutato, e in modo massiccio, con la’iuto della Federal Reserve banche e assicurazioni, perchè non si poteva fare altrimenti. Ma ora bisogna cambiare registro. Punto e basta. In primo luogo considerando l’imminente G8 di Londra, dove l’America si gioca davvero il ruolo di prima e più importante economia del mondo.
Il primo passo che Geithner vuole che sia compiuto già lo ha chiesto all’America: un profondo cambiamento del quadro regolamentare. L’obiettivo è riuscire a porre sotto il controllo di un’authority federale unica il sistema finanziario degli Stati Uniti ed evitare nuove truffe e scandali, che poi devono essere compensate da sacrifici che sempre i contribuenti devono compiere, che sono quindi condannati a subire due volte in una.
Geithner, intervenuto in audizione davanti alla Commissione Servizi finanziari della Camera, ha detto esplicitamente che il Governo dovrebbe avere sulle società finanziarie non bancarie poteri simili a quelli che la Fdic, la Federal Deposit Insurance Corporation, ha sulle banche. I primi che poteri che saltano in mente sono la possibilità di assumere il controllo, di acquisire i crediti in sofferenza e altri asset illiquidi.
L’amministrazione Obama, quindi, non punta più il dito solo contro le banche, ma nel mirino ci sono anche – e questa sarebbe davvero una notizia epocale – gli hedge funds per i quali è prevista l’introduzione di un obbligo di registrazione, fondi di private equity, e mercato dei derivati non regolamentati (i cosiddetti Otc, over-the-counter, che hanno aggravato la crisi amplificando il rischio sistemico). Oltre a ciò, Geithner sta pensando e sta facendo pensare anche a nuovi standard, ovviamente al ribasso, per i compensi degli alti dirigenti.
Questa crisi deve imporre la morte di certi comportamenti che portano a “una tragica ingiustizia di base: quelli che sono stati prudenti e responsabili nelle loro scelte personali e professionali vengono colpiti dalle azioni di coloro che hanno agito senza prudenza e con meno attenzione”.
A questa riflessione del ministro del Tesoro fanno eco le parole di un altra mente che sta cercando di limitare i danni di questo momento di netta difficoltà. ”Ci saremmo trovati in una situazione di gran lunga migliore di quella in cui ci troviamo ora”, ha dichiarato il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, aggiungendo che non si sarebbero ovviamente mai visti i bonus a sette cifre pagati di recente ai top manager, se a settembre, quando sono emersi tutti i buchi neri di Aig, il Governo avesse avuto i poteri che ora Geithner propone di conferirgli.










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