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FMI all’Italia: contrazione Pil implica più realismo
Il Fondo Monetario Internazionale annuncia prospettive pessime per l’Italia. Quest’anno il rapporto decit di bilancio/Pil ritornerà sopra il tetto massimo del 3%, con un debito pubblico che crescerà fino al 108,2%. Queste saranno le conseguenze sull’economia italiana della crisi, che come già detto da giorni, subirà un contrazione del Pil: -2,1% in quest’anno e -0,1% [...]
7 febbraio 2009
Il Fondo Monetario Internazionale annuncia prospettive pessime per l’Italia. Quest’anno il rapporto decit di bilancio/Pil ritornerà sopra il tetto massimo del 3%, con un debito pubblico che crescerà fino al 108,2%. Queste saranno le conseguenze sull’economia italiana della crisi, che come già detto da giorni, subirà un contrazione del Pil: -2,1% in quest’anno e -0,1% nel 2010.
L’Italia deve insistere molto di più su politiche di liberalizzazioni ed è assolutamente indispensabile una “vasta riforma del mercato del lavoro al fine di evitare interventi parziali che esacerberebbero le iniquità già esistenti”. Questo il messaggio rivolto al nostro paese dall’istituzione ideata da John Maynrd Keynes e istituita nel 1944.
Washigton vuole spingere il sistema italiano a prendere davvero coscienza della propria situazione: un paese bloccato, senza infrastrutture, con una concorrenza pilotata e quindi falsa, e verrebbe da aggiungere, con quattro mafie come prime aziende della nazione.
E l’ottimismo, quindi, deve essere sostituito almeno dal realimso e dalla serietà.













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