L’azienda scandinava sembra non temere affatto la complessità delle difficoltà economiche che anche il nostro paese sta affrontando, o comunque si sente in grado di poter sfidare le avversità del momento forte di una capacità d’impresa fuori dal comune.
L’Italia è il terzo produttore al mondo per Ikea, 1500 sono le persone che lavorano nel cosiddetto indotto relativo. Ulteriori 1400 occupati sono impiegati nei servizi di assistenza alla vendita.
In una nota l’azienda ha fatto sapere che, nel 2008, ha realizzato un fatturato di 1,3 miliardi di euro, con un aumento pari al 5,8 per cento. Sempre durante l’anno appena trascorso 37,15 milioni di persone hanno visitato i 14 negozi presenti lungo lo stivale, una rete tenuta in piedi da oltre 6.400 addetti, l’86% dei quali è legato all’azienda con un contratto a tempo indeterminato. L’età media del 46% degli assunti è compresa tra i 25 e i 34 anni, e le donne rappresentano il 58 per cento. Il part-time costituisce il 65% della forza lavoro, con un contratto medio di 24 ore settimanali e un limite minimo di 20 ore concordato coi sindacati. Questa è la descrizione di un’azienda che non può non essere invidiata, per risultati ottenuti, ma anche per come è gestita da uomini e donne di tutte le età, capaci di interecettare e soddisfare le esigenze di una vastissima clientela, anche perchè è lasciata dai vertici finlandesi una significativa autonomia nei vari territori.
Dunque, Ikea Italia ha deciso di lanciare la realizzazione di più di 1000 nuovi posti di lavoro nei negozi che verranno aperti in questo 2009: Collegno(TO), Villesse(GO), Rimini e Salerno.










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