Il lavoro della donna.

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La differenza tra il lavoro maschile e femminile è nell’impiego della donna, produttrice di forza-lavoro. Il lavoro femminile, quindi, è influenzato dalla produzione e riproduzione di questa particolare ‘merce’. L’analisi economica femminista ha avuto il merito di riportare il lavoro non pagato fra gli argomenti di studio dell’economia poiché “la consapevolezza, caratteristiche dell’economia classica, che [...]

7 giugno 2011

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666e393d8a3b8882 Il lavoro della donna.

La differenza tra il lavoro maschile e femminile è nell’impiego della donna, produttrice di forza-lavoro. Il lavoro femminile, quindi, è influenzato dalla produzione e riproduzione di questa particolare ‘merce’. L’analisi economica femminista ha avuto il merito di riportare il lavoro non pagato fra gli argomenti di studio dell’economia poiché “la consapevolezza, caratteristiche dell’economia classica, che il salario deve remunerare anche le ore di lavoro non pagato necessarie per la riproduzione sociale (salario di sussistenza) è andata perduta nel corso della ricostruzione attuata dalla teoria neoclassica, che mettendo al centro il mercato, ha spostato fuori dal campo di analisi dell’economia, di fatto occultandolo, tutto il lavoro che non è scambiato sul mercato” (‘Questioni di genere, questioni di politica’, Annamaria Simonazzi, 2006). Abbiamo visto che lo sviluppo industriale italiano, tra l’Ottocento e il Novecento, si è caratterizzato per l’impiego di forza-lavoro femminile nel mercato del lavoro definito’marginale’, innestando meccanismi di sottosviluppo in specifiche aree, incrementando il divario tra nord e sud d’Italia. Dunque, per analizzare il lavoro femminile occorre tener conto del tipo di lavoro richiesto alle donne, del contesto sociale e culturale, politico ed economico, che insieme influiscono sulla partecipazione della donna al mercato del lavoro. Di particolare interesse è il concetto di flessibilità lavorativa, confrontato ai modelli teorici di riferimento che strutturano il mercato del lavoro. Ricordiamo che, nel trattare argomenti così complessi, vogliamo solamente offrire spunti e ipotesi, come, ad esempio, quella che ci ha animato, secondo cui pare si continui a sfruttare il lavoro femminile o dei giovani, in specifici settori (che rivela il tipo di lavoro richiesto alle donne) con il precariato, per alimentarne altri.

Manuela.

Scritto da Manuela

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