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Il racket made in Italy
Il numero degli usurai è in costante crescita. Secondo i dati di una ricerca condotta da Confesercenti sono 190.000 le imprese che dal 2008 al 2011 hanno chiuso per debiti o usura, 200.000 i commercianti coinvolti e più di 40.000 gli usurai presenti in Italia. Nel 2000 erano 25mila. Il tributo pagato al racket dai [...]
22 novembre 2011
Il numero degli usurai è in costante crescita. Secondo i dati di una ricerca condotta da Confesercenti sono 190.000 le imprese che dal 2008 al 2011 hanno chiuso per debiti o usura, 200.000 i commercianti coinvolti e più di 40.000 gli usurai presenti in Italia. Nel 2000 erano 25mila. Il tributo pagato al racket dai commercianti è di circa 20 miliardi di euro. L’identikit della vittima di usura è un uomo di circa 50 anni (nel 73% dei casi), piccolo imprenditore. Il numero di denunce non è sufficiente per contrastare questo fenomeno criminale, così come è d’ostacolo la lentezza con cui i processi arrivano alla sentenza, alcuni casi vengono archiviati, solo il 9% produce un rinvio a giudizio entro 2 anni e il 5% una sentenza di primo grado (dal quotidiano ‘Metro’). Il fenomeno criminale si avvale della testimonianza di quei pochi che sporgono denuncia. Lo Stato aiuta attraverso le associazioni antiusura (numero verde 800168780). Chi denuncia la mafia e l’usura resta solo e la colpa non è esclusivamente delle organizzazioni criminali, ma anche dell’omertà. E’ strano che in una società cosiddetta civile che non smette mai di interessarsi dei fatti altrui ci sia tanta connivenza nei confronti dei comportamenti mafiosi.
Manuela.













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