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La BCE auspica misure prudenti per evitare oneri gravosi sulle generazioni future
Nel giorno in cui la Gran Bretagna è, per la prima volta dopo la crisi finanziaria del 1991-1992, ufficialmente in recessione, il governo della moneta europeo continua a farsi sentire. La Banca Centrale Europea mette in guardia i governi del vecchio continente. Considera molto rilevanti i provvedimenti presi in questi mesi dai vari esecutivi europei [...]
23 gennaio 2009
Nel giorno in cui la Gran Bretagna è, per la prima volta dopo la crisi finanziaria del 1991-1992, ufficialmente in recessione, il governo della moneta europeo continua a farsi sentire.
La Banca Centrale Europea mette in guardia i governi del vecchio continente. Considera molto rilevanti i provvedimenti presi in questi mesi dai vari esecutivi europei per fronteggiare la crisi, e consiglia vivamente che gli interventi che verranno presi nell’immediato futuro non siano irrispettosi della salute dei conti pubblici. ”I provvedimenti straordinari decisi sinora” , si legge nel bollettino mensile di gennaio appena diramato, “comportano oneri considerevoli per le finanze pubbliche in numerosi Paesi dell’area dell’euro, se non saranno riassorbiti a tempo debito, peseranno in modo particolarmente negativo sulle nuove generazioni e su quelle future”.
Si ribadisce che il taglio del tasso di interesse realizzato alcuni giorni fa potrà rivelarsi molto efficace, considerando soprattutto la situazione attuale. Si prevede, infatti, che l’inflazione raggiunga livelli molti bassi entro giugno-luglio, per poi riaumentare nella seconda metà dell’anno.
Nel bollettino si denuncia anche la condizione di difficoltà in cui si trova il credito, causata dalle instabilità finanziarie che hanno notevolmente frenato ” il flusso dei prestiti delle istituzioni finanziarie monetarie al settore privato non finanziario”.
La Bce fa capire che utilizzerà tutto il potere di cui dispone per imporre il mantenimento di “un atteggiamento disciplinato e una prospettiva di medio periodo nella conduzione delle politiche macroeconomiche”.













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