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La borsa giapponese vede sempre più nero, l’europa cerca di non seguirla
Il più esteso indice Topix ha ceduto il 2%, mentre quasi tutte le piazze asiatiche sono cadute in terreno negativo. L’indice Nikkei ha chiuso con un ribasso dell’1,5% a 7.873,98 punti, aumentando le perdite (-3,1%) dello scorso “venerdì nero” che si ricorderà per la tremenda discesa dei dati economici e dei risultati aziendali. La borsa giapponese [...]
2 febbraio 2009
Il più esteso indice Topix ha ceduto il 2%, mentre quasi tutte le piazze asiatiche sono cadute in terreno negativo. L’indice Nikkei ha chiuso con un ribasso dell’1,5% a 7.873,98 punti, aumentando le perdite (-3,1%) dello scorso “venerdì nero” che si ricorderà per la tremenda discesa dei dati economici e dei risultati aziendali.
La borsa giapponese è messa in crisi dai profit warning aziendali “confessati” in questi giorni da molti colossi nipponici, dalla continua resistenza dello yen e dalle ripercussioni negative dei provvedimenti anti-crisi presi negli Usa.
A guidare la perdita dei titoli è il settore dell’elettronica. Proprio nello scorso venerdi nero il titolo Hitachi ha perso moltissimo, e dopo l’annuncio di una perdita mai avuta prima da parte di una importante industria manifatturiera giapponese. Oggi invece l’allarme è arrivato da Mitsubishi Electrics: subirà una riduzione della redditività del 92% rispetto alle precedenti stime. E nei prossimi giorni si attendono annunci di perdite anche dalle altre imprese motore dell’economia giapponese, Sharp e Panasonic in prima fila. A quel punto dovrebbe rimanere solo Nintendo a non avere un pauroso conto in rosso.
E se lo Yen continua a rimanere forte (quando magari servirebbe una sua svalutazione per alleggerire la situazione) poichè costituisce la cosiddetta moneta-rifugio, non è altrettanto vero per le altre principali monete asiatiche. Questi pessimi annunci che vengono dalle più importanti società giapponesi e quindi le turbolenze che si riscontrano anche sui mercati valutari, stanno mettendo in crisi il won coreano e la rupia indonesiana.
Perde qualcosa anche Piazza Affari: il Mibtel segna una riduzione dello 0,75% e l’S&P/Mib dell’1,34 per cento. In ribasso anche le altre Borse europee: , Francoforte l’1,87%, Londra lo 0,97 per cento e Parigi cede l’1,6%. I mercati europei, quindi, seguono l’attuale andamento negativo di quello giapponese.













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