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La cultura è cibo dell’anima.
Da Catania, dove stasera va in scena il “Barbiere di Siviglia” al teatro Bellini, Dario Fo contesta la frase pronunciata dal ministro Tremonti circa la non commestibilità della cultura o meglio che con la cultura non si mangia e tuona: «In Italia la cultura è sacrificata, bisogna ribellarsi […], la cultura è parte integrante dell’uomo». [...]
11 maggio 2011
Da Catania, dove stasera va in scena il “Barbiere di Siviglia” al teatro Bellini, Dario Fo contesta la frase pronunciata dal ministro Tremonti circa la non commestibilità della cultura o meglio che con la cultura non si mangia e tuona: «In Italia la cultura è sacrificata, bisogna ribellarsi […], la cultura è parte integrante dell’uomo». Vogliamo capire il senso della frase pronunciata dal ministro che sembra detta così, in modo colloquiale, pour parler. Si pensa che il problema non sia mangiare con la cultura, con qualsiasi altro lavoro, ma vivere dignitosamente e realizzarsi, anche attraverso il proprio lavoro. Quindi, la prima incomprensione è sul concetto di lavoro. Poi, viene da chiedersi come si fa a dire che con la cultura non si mangia se in Italia abbiamo un Ministero dell’Istruzione e un Ministero dei Beni Culturali e ambientali. Ciò significa che la formazione e la cultura sono importanti per il nostro paese, ci sono istituzioni che organizzano la cultura, la sua diffusione, per trasmettere i valori fondanti della nostra società di cui le istituzioni sono rappresentative e così anche le persone che ci lavorano, compreso il ministro. Svalutare la cultura significa svalutare indirettamente le istituzioni, i valori condivisi e i principi che rappresentano l’Italia, unita.
Manuela.













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