‘La malattia dell’Occidente. Perchè il lavoro non vale più’

9788842093855

Marco Panara, giornalista de La Repubblica, ha pubblicato un libro: “La malattia dell’Occidente. Perché il lavoro non vale più” e ha scritto: “Quello che sta accadendo in Occidente, da un quarto di secolo a questa parte, è che il valore del lavoro diminuisce costantemente. Si potrebbe dire che nello scontro secolare tra lavoro e capitale [...]

31 maggio 2011

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9788842093855 La malattia dellOccidente. Perchè il lavoro non vale piùMarco Panara, giornalista de La Repubblica, ha pubblicato un libro: “La malattia dell’Occidente. Perché il lavoro non vale più” e ha scritto: “Quello che sta accadendo in Occidente, da un quarto di secolo a questa parte, è che il valore del lavoro diminuisce costantemente. Si potrebbe dire che nello scontro secolare tra lavoro e capitale ha vinto il capitale. Le cause sono in parte politiche e gli effetti toccano tutto dalla distribuzione della ricchezza alla percezione del futuro, dalla geopolitica al cambiamento dei valori, dalla finanza alla qualità della democrazia e al modo di essere nella società. L’obiettivo di ogni società è la piena occupazione perché da essa discendono la stabilità, la coesione, il benessere. Ma la piena occupazione è una condizione di per sé assai difficile, non basta più. Infatti, se il lavoro corrisponde a quella massima occupazione non ha più un valore adeguato, la ricchezza che il lavoro produce e la quota della ricchezza con la quale viene remunerato non crescono o addirittura diminuiscono”. Ciò sta accadendo nei paesi occidentali. “La perdita del valore del lavoro si coglie dall’esperienza. Il ruolo, il peso sociale, il reddito relativo di interi gruppi sociali sono andati declinando”. Molte professioni hanno vissuto questo disagio, mentre “si è registrato un aumento di reddito delle élites ristrette e lo scivolamento della componente più numerosa nella parte bassa della classe media”. Una soluzione possibile consiste nel “tornare a riconoscere il valore sociale del lavoro”, che deve essere anche l’obiettivo di una classe politica innovativa agli albori del XXI sec.

Scritto da Manuela

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