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L’america dell’auto continua a chiedere aiuto a Fiat
General Motors sta considerando concretamente la possibilità di non pagare il bond da 1 miliardo che le scaderà il primo giugno. “Gm è determinata a ristrutturarsi e a tornare a camminare sulle proprie gambe» passando o meno per il tribunale. La bancarotta «è probabile»”. Queste le parole del chief financial officer di General Motors, Ray Young, [...]
23 aprile 2009
General Motors sta considerando concretamente la possibilità di non pagare il bond da 1 miliardo che le scaderà il primo giugno.
“Gm è determinata a ristrutturarsi e a tornare a camminare sulle proprie gambe» passando o meno per il tribunale. La bancarotta «è probabile»”. Queste le parole del chief financial officer di General Motors, Ray Young, che, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, ha spiegato che nei prossimi giorni la sua azienda lancerà lo swap del debito grazie al quale la casa automobilistica si augura di ridurre seriamente il proprio debito. Young, inoltre, non cassa a priori l’eventualità di un accordo per Opel con Fiat. General Motors infatti ha assolutamente bisogno di un compratore per la casa tedesca che è da tempo al capolinea.
La casa automobilistica torinese, ormai quasi in veste di piccola salvatrice dei colossi statunitensi, sta poi continuando le trattative con Chrysler. ”Non corrisponde al vero il fatto che sia stata raggiunta un’intesa tra Chrysler e i sindacati statunitensi e canadesi nè che l’accordo complessivo sia definito al 90%. Le trattative sono invece totalmente aperte e, al momento, non è possibile prevederne la tempistica e l’esito finale”.
Pare che l’imprenditoria italiana ricominci, e non è una coincidenza visto il tempo continuato, a mostrare tutta la sua bellezza nel mondo, e in particolare nella culla del chiacchierato capitalismo occidentale in crisi.













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