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Lavoro:nuove forme di flessibilità al femminile
Dalle ricerche condotte sull’occupazione femminile in Italia pubblicate nel testo: ‘Differenze e diseguaglianze. Prospettive per gli studi di genere in Italia’, a cura di Franca Bimbi (2003), si rileva un fenomeno emergente circa le forme del lavoro atipico che si vanno sviluppando. Queste nuove forme di lavoro ‘potrebbero rendere possibile un salto fuori dal dilemma [...]
22 giugno 2011
Dalle ricerche condotte sull’occupazione femminile in Italia pubblicate nel testo: ‘Differenze e diseguaglianze. Prospettive per gli studi di genere in Italia’, a cura di Franca Bimbi (2003), si rileva un fenomeno emergente circa le forme del lavoro atipico che si vanno sviluppando. Queste nuove forme di lavoro ‘potrebbero rendere possibile un salto fuori dal dilemma che polarizzava le donne delle generazioni precedenti [esse si pensavano come trasversali rispetto a famiglia e lavoro e pensavano una nell'orizzonte dell'altro e viceversa]; potrebbero persino avere qualche tratto di quelli, alquanto idealizzati, con cui importanti studiosi descrivono la nuova flessibilità, in termini di lavori più creativi, scelti e capaci di riqualificarsi continuamente diminuendo la subordinazione e trasformando la discontinuità in autonomia’. Precisamente la ricerca qualitativa è stata condotta in Toscana e sono stati prescelti due ambiti di lavori atipici: lavoro interinale e quello regolato dal ‘contratto di prestazione coordinata e continuativa’. Vedremo più nel dettaglio i risultati di questa ricerca. Sia i lavori interinali sia i contratti co.co.co. vedono un aumento recente della femminilizzazione.
Manuela.













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