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L’essere smart(phone) che non fa sentire la crisi
Ieri si è parlato del calo delle vendite dei cellulari. Tutto vero. Invece gli smartphone, di nome e di fatto, stanno continuando la loro ascesa. La stessa situazione si registra confrontando Pc e Netbook: i secondi, a differenza dei primi, non risentono per nulla della crisi. I telefonini intelligenti multifunzione, tanto amati dal presidente [...]
5 febbraio 2009
Ieri si è parlato del calo delle vendite dei cellulari. Tutto vero. Invece gli smartphone, di nome e di fatto, stanno continuando la loro ascesa. La stessa situazione si registra confrontando Pc e Netbook: i secondi, a differenza dei primi, non risentono per nulla della crisi. I telefonini intelligenti multifunzione, tanto amati dal presidente Obama, arriveranno a coprire, secondo gli analisti, il 17% del mercato mobile.
Chiarito che questa parte del settore dispotivi mobili continuerà a crescere fregandosene della crisi, è interessante capire e vedere quali case produttrici manterranno o si conquisteranno ulteriori fetti di questo business. Ad oggi continuano a spiccare Nokia, Samsung e Lg. La casa finlandese continua ad avere quasi il 39%, le altre due, asiatiche, rispettivamente il 16% e l’8%. Sarà appassionante seguire le mosse delle rivali Apple, col suo i-Phone, e Rim, con i terminali Blackberry.
Rimane sempre dietro l’angolo pronta a saltare Htc, la prima azienda al mondo capace di investire su Android e costruire il primo dispisitivo mobile in collaborazione con Google. Infine Sony Ericsson e Motorola sembrano ormai all’ultima spiaggia, o risorgono con prodotti accattivanti entro pochi mesi, o scompariranno dal mercato più cool del momento.
Il mercato che se, da un lato, ti impone di rinnovarti ogni secondo, come è evidente in questo periodo, permette anche di non far sentire la crisi.













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