Obama assicura nuovi aiuti e nuovi tagli. “Usciremo più forti”.

Barack Hussein Obama

Cinquantadue minuti è durato il primo discorso del presidente Barack Obama alla nazione e al Congresso a camere riunite. Non ha voluto nascondere la realtà, ma ha cercato anche di far conoscere quelle storie sconoscute se paragonate a quelle dei top manager che hanno continuato a ricevere compensi lunari anche in questi mesi. Tra il [...]

25 febbraio 2009

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Barack Hussein ObamaCinquantadue minuti è durato il primo discorso del presidente Barack Obama alla nazione e al Congresso a camere riunite. Non ha voluto nascondere la realtà, ma ha cercato anche di far conoscere quelle storie sconoscute se paragonate a quelle dei top manager che hanno continuato a ricevere compensi lunari anche in questi mesi. Tra il pubblico del Congresso aveva richiesto la presenza di Leonard Abess, direttore generale di una banca di Miami che ha distribuito il suo bonus da 60 milioni di dollari ai 399 dipendenti che hanno lavorato con lui e a 72 ex dipendenti.

“Voglio parlare francamente e direttamente agli uomini e alle donne che ci hanno eletti”. Con queste parole si è rivolto agli americani promettendo nuovi aiuti e sforzi per sostenere energia, trasporti, sanità e istruzione. “Chi in passato ha sbagliato non verrà protetto, ma ci impegniamo a ricostruire e a ricreare una industria che possa competere e vincere. E sono convinto che la nazione che ha inventato l’auto non può lasciarla perdere”.

Ieri sera Barack Obama ha chiesto al Congresso il coraggio di approvare una legge che ponga limiti all’emissione dei gas che stanno surriscaldando la terra, e che ogni anno renda disponibili 15 miliardi di dollari per finanziare nuove fonti energetiche alternative. Ha sottolineato che gli Stati Uniti stanno per essere superati da Cina, Germania, Giappone e altri paesi nella produzione e nell’uso di energia pulita, invitando per questo gli imprenditori statunitensi a far diventare la loro nazione un paese leader anche in questo ambito.
Il Piano per nulla modesto ha quindi bisogno di ingenti finanziamenti, che finiscono per superare gli oltre 700 miliardi approvati dal Congresso.
Infatti, si deve aggiungere anche la confermata piena volontà, e quindi l’onere, di riformare il sistema sanitario americano. “Non voglio lasciare dubbi: la riforma sanitaria non può attendere, non deve attendere e non attenderà più di un anno”.

Per contro, Mr. President ha promesso di eliminare il cinquanta per cento del deficit entro questi quattro anni del suo mandato. Ha garantito che la sua Amministrazione ha gia individuato duemila miliardi di dollari di risparmi per i prossimi dieci anni: da Medicare (mutua per gli anziani), al Pentagono, alla Social Security, agli appalti che hanno fatto sprecare miliardi di dollari in Iraq.

Obama non si è poi tirato indietro nemmeno di fronte al dover recitare la parte del protagonista in un altro film impegnativo, dal titolo Crisi economica globale, oltre che nel film presente solo in Usa. Ha dichiarato di credere nella indispensabile collaborazione delle più grandi economie del globo. “Lavoriamo con le nazioni del G20 per restaurare fiducia nel nostro sistema finanziario, evitare la possibilità di una escalation del protezionismo e stimolare la domanda per merci americane nei mercati del globo”.

Obama pur descrivendo una realtà drammatica è riuscito a trasmettere fiducia e speranza. “Le risposte ai nostri problemi non sono fuori dalla nostra portata. Esistono nei laboratori e nelle università, nei nostri campi e nelle nostre fabbriche, nell’immaginazione dei nostri imprenditori e nell’orgoglio dei nostri lavoratori, i migliori del mondo.
Queste qualità hanno fatto dell’America la più grande forza di progresso e prosperità nella storia umana. Ora il paese deve unire le forze e confrontare le sfide, e assumersi ancora una volta le responsabilità del proprio futuro”.

Scritto da Timoteo Carpita

Laureando in Economia Politica, appassionato di giornalismo e internet. http://www.timoteocarpita.it

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