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Operai di Melfi: Ecco la situazione aggiornata
Al cambio turno, i tre operai della Fiat reintegrati dal giudice del lavoro,Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, sono entrati nello stabilimento di Melfi accompagnati dagli avvocati e da un ufficiale giudiziario. L’ingresso dei tre operai e’ stato accompagnato da un forte applauso degli altri lavoratori che entravano nello stabilimento per il turno delle [...]
23 agosto 2010
Al cambio turno, i tre operai della Fiat reintegrati dal giudice del lavoro,Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, sono entrati nello stabilimento di Melfi accompagnati dagli avvocati e da un ufficiale giudiziario. L’ingresso dei tre operai e’ stato accompagnato da un forte applauso degli altri lavoratori che entravano nello stabilimento per il turno delle ore 14. Al passaggio del tornello, i tre si sono fermati nella cabina dove vi sono i sorveglianti.
Intanto Fiom presentera’ una denuncia penale contro Fiat per la mancata esecuzione della sentenza di reintegro in fabbrica dei tre operai licenziati. La decisione di far uscire gli operai dallo stabilimento di Melfi e’ stata presa dalla Fiom, dopo la conferma che la Fiat accetterebbe la loro presenza a patto che i tre occupino una saletta e svolgano solo attivita’ sindacale, senza tornare al lavoro sulle linee di produzione. Uno dei tre operai, Giovanni Barozzino, si e’ appellato a Napolitano. Secondo il ministro Sacconi,lavoratori e dipendenti Fiat di Pomigliano hanno diritto a partecipare ai risultati dell’attivita’ aziendale. In quanto hanno chiuso un accordo per garantire ”una maggiore produttivita’ del lavoro”.
Cosi’ il ministro del Lavoro ha commentato la richiesta lanciata dal leader della Cisl Raffaele Bonanni per forme di partecipazione alla gestione dei dipendenti del Lingotto. Il ministro ha poi preferito non commentare la faccenda dei treoperai licenziati a Melfi.













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