Proposte per l’attuazione di riforme del lavoro in Italia.

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Come abbiamo visto, nel dibattito pubblicato da MicroMega con il titolo: ‘Le vie d’uscita dalla precarietà’, Pietro Ichino ha messo in evidenza l’esigenza di aggiornare con varie modifiche, il nostro diritto del lavoro e riguardo alla proposta fatta dal Partito democratico, sul pareggiamento dei contributi previdenziali tra contratti ‘atipici’ e contratti tradizionali si dice parzialmente [...]

23 agosto 2011

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e740e999635a3d1e Proposte per lattuazione di riforme del lavoro in Italia.

Come abbiamo visto, nel dibattito pubblicato da MicroMega con il titolo: ‘Le vie d’uscita dalla precarietà’, Pietro Ichino ha messo in evidenza l’esigenza di aggiornare con varie modifiche, il nostro diritto del lavoro e riguardo alla proposta fatta dal Partito democratico, sul pareggiamento dei contributi previdenziali tra contratti ‘atipici’ e contratti tradizionali si dice parzialmente d’accordo perché “a determinare ‘la fuga dal diritto del lavoro’ non è certo soltanto una modesta differenza di contribuzione previdenziale. E’ la possibilità di non applicare la normativa in materia di licenziamento che costituisce un potente incentivo economico a ricorrere alla simulazione della collaborazione autonoma o comunque alla forma del lavoro precario da parte delle imprese”. Ichino suggerisce di individuare la linea di confine tra l’area in cui il diritto del lavoro si applica e quella in cui non si applica, in modo che non occorrano avvocati, magistrati e ispettori per garantire l’effettiva applicazione di tale diritto. “Come primo punto di una possibile riforma occorre dunque individuare i requisiti della fattispecie di riferimento, cioè le condizioni per l’applicazione del diritto del lavoro, in modo che esse siano individuabili facilmente, immediatamente: per esempio, in modo che esse siano rilevabili direttamente dai tabulati Inps o dell’erario. Fatto questo, occorre disegnare un diritto del lavoro che sia realisticamente applicabile in modo universale in tutta l’area così definita. Oggi, invece, abbiamo una linea di confine di difficile e incerta individuazione, e un diritto del lavoro che nella sua interezza, non è realisticamente suscettibile di applicarsi in modo universale, in tutta l’area del lavoro dipendente”. Vedremo quali sono le risposte e le proposte degli altri interlocutori: Stefano Fassina e Piergiovanni Alleva.

Manuela.

Scritto da Manuela

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