Qualità della vita e benessere.

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“Qualunque cosa sogni di intraprendere, incominciala. L’audacia ha del genio, forza, magia…” Johann Wolfgang von Goethe, (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832) Il concetto ‘qualità della vita’, applicato alle scienze sociali ed economiche, dalla metà del secolo scorso, ha portato molti studiosi a compiere ricerche. La prima ricerca che ha [...]

14 giugno 2011

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220px Johann Wolfgang Goethe 1811 Qualità della vita e benessere.“Qualunque cosa sogni di intraprendere, incominciala. L’audacia ha del genio, forza, magia…” Johann Wolfgang von Goethe, (Francoforte sul Meno, 28 agosto 1749 – Weimar, 22 marzo 1832)

Il concetto ‘qualità della vita’, applicato alle scienze sociali ed economiche, dalla metà del secolo scorso, ha portato molti studiosi a compiere ricerche. La prima ricerca che ha seguito l’approccio socio-psicologico, utilizzando indicatori soggettivi, è stata condotta negli anni ’60, presso l’Università di Princeton e si poneva l’obiettivo di individuare le dimensioni degli indicatori da operativizzare per nazioni classificate in base al livello di sviluppo economico. In pratica si chiedeva agli intervistati su cui si voleva rilevare la qdv, quali fossero le dimensioni fondamentali da sondare. Dunque, in questo ambito di ricerca è preminente un approccio orientato su indicatori che hanno come oggetto l’individuo e le sue aspirazioni e i suoi desideri, la specificità di ognuno. E’ opportuno non tacere su queste tematiche. Per questo, si riporta un articolo pubblicato su Metro (Roma) di M. Furlan: “Siamo concentrati su cosa possiamo ottenere. E molto meno su come possiamo diventare. Ma per avere devi essere. Per ottenere devi diventare. Vuoi ottenere l’incarico di dirigente? Prima devi dimostrare di essere un bravo leader. Vuoi guadagnare di più? Impara da chi guadagna tanto onestamente […] Tutto parte da te, dal primo passo nella direzione giusta”. Può sembrare provocatorio in un epoca di incertezze, in cui anche l’individuo non sa se può cambiare le cose o addirittura partecipare alla Storia, ma è una prospettiva coraggiosa, che incita a impegnarsi, a fare il possibile, per ottenere ciò che si vuole, anche ad ‘esagerare’, mettendo passione nella vita. E a dissentire,  se necessario perché: “il dissenso è figlio della sovranità del giudizio individuale, non ha solo una funzione negativa come reazione al potere della maggioranza, ma anche positiva, come affermazione di dignità e autonomia”. Così Nadia Urbinati su ‘La Repubblica’, qualche giorno fa, commentava i cambiamenti nella politica italiana. Il sistema di mercato ignora le necessità individuali e gli aspetti non direttamente correlati al benessere economico. In questo modo permette a chi ha dei privilegi di conservarne. Se il concetto di benessere venisse applicato concretamente ad altri e vari ambiti della vita, forse, si raggiungerebbe una più equa distribuzione di risorse e di reddito, creando nuovi settori di impresa che offrirebbero possibilità di crescita e lavoro. Queste sono ipotesi e prospettive concrete.

 Manuela.

Scritto da Manuela

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