‘Resistere sul mercato’: la filosofia delle lavoratrici flessibili.

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Le interviste proposte alle donne, con figli sotto i 12 anni, in coppia o separate, nella ricerca già menzionata, delineano una tipologia di lavoratrici “che accettano con più lucidità la propria precarietà permanente, ma pensano a investire nelle proprie possibilità strutturali di recupero e miglioramento nel tempo” (Differenze e disuguaglianze. Prospettive per gli studi di [...]

23 giugno 2011

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666e393d8a3b88821 Resistere sul mercato: la filosofia delle lavoratrici flessibili.

Le interviste proposte alle donne, con figli sotto i 12 anni, in coppia o separate, nella ricerca già menzionata, delineano una tipologia di lavoratrici “che accettano con più lucidità la propria precarietà permanente, ma pensano a investire nelle proprie possibilità strutturali di recupero e miglioramento nel tempo” (Differenze e disuguaglianze. Prospettive per gli studi di genere in Italia’, a cura di Franca Bimbi, 2003). Un’altra caratteristica comune alla maggior parte delle intervistate è quella di aver accesso a minori risorse di rete familiare di supporto, rispetto al gruppo che arrivavano ad avere posti più stabili, riferendosi alla generazione precedente. In questo senso la flessibilizzazione del mercato, non è del tutto priva di vantaggi per le donne perché diminuisce la selezione d’ingresso: “l’accesso si allarga a quelle che non concepiscono il proprio lavoro e la propria conciliazione come un’impresa di famiglia allargata, anche se, allora,devono farlo a costi evidentemente più alti”. E’ interessante notare che quando le donne sono costrette ad abbandonare il lavoro per maternità, o altri motivi esse non lo fanno per disaffezione all’impegno lavorativo o mosse da una visione tradizionalistica della famiglia; “è più facile che prevalga, anche a proprio danno, l’immagine di sé come lavoratrice ‘seria’ […] Quasi che assicurare una continuità di presenza [non chiedendo permessi né congedi per maternità o malattia] di tipo maschile fosse prerequisito sostanziale del proprio prendere sul serio l’impegno lavorativo”.

Manuela.

Manuela.

Scritto da Manuela

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