Riforma sulle pensioni e prospettive per le nuove generazioni

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La recente manovra economica del governo Monti ha introdotto delle riforme importanti per quanto riguarda le pensioni. Tra le novità l’allungamento dell’età pensionabile, si potrà andare in pensione anche a 70 anni, cambia per tutti il sistema da retributivo a contributivo. Inoltre è prevista la rivalutazione delle pensioni più basse. Questa scelta del governo fa [...]

16 dicembre 2011

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thumbnail.aspx 4 Riforma sulle pensioni e prospettive per le nuove generazioni

La recente manovra economica del governo Monti ha introdotto delle riforme importanti per quanto riguarda le pensioni. Tra le novità l’allungamento dell’età pensionabile, si potrà andare in pensione anche a 70 anni, cambia per tutti il sistema da retributivo a contributivo. Inoltre è prevista la rivalutazione delle pensioni più basse. Questa scelta del governo fa pensare. Infatti, sembrava altrettanto importante investire dei soldi nella tutela dei lavoratori precari, dei disoccupati, dei giovani in cerca di prima occupazione, ad esempio. Mentre il governo pare che prediliga adottare per queste categorie una forma di tutela indiretta. In Italia, anche per motivi culturali, i doveri di cura, di garanzie economiche in caso di bisogno sono affidati alla famiglia che ha il compito di attrezzarsi per fornire le risorse neccessarie e far fronte ad esempio ai rischi della disoccupazione. Lo Stato riconosce questo ruolo alla rete parentale. Per questo la disoccupazione giovanile si riversa su famiglie che devono mantenere i figli finchè non trovano un lavoro che li renda economicamente indipendenti. Perciò, pare che l’innalzamento dell’età pensionabile sia funzionale a tenere le cose come stanno. I padri, anche vecchi, lavorano, i figli no. In questo modo, i giovani continuerebbero ad essere mantenuti dalla famiglia che assume su di sé i problemi economici causati dalla disoccupazione. L’aumento delle pensioni più basse è giusto, ma queste non dovrebbero servire come serbatoio cui attingono figli e parenti per il sostentamento, quando non ci sono mezzi, non c’è lavoro né politiche decenti che aiutino le nuove famiglie. E’ vero che la riforma comprende anche delle agevolazioni fiscali per le imprese che assumono giovani fino ai 35 anni e donne, ma sono agevolazioni per le imprese non investimenti che riguardano direttamente i soggetti. Allora, si spiegano le lacrime della Fornero sgorgate mentre pronunciava la parola ‘sacrifici’ che i giovani fanno e non vengono presi in considerazione da questo paese. Forse, pensava alle nuove donne e ai nuovi uomini e al loro futuro. Un Paese che incita al progresso dovrebbe porre l’attenzione sulle nuove generazioni, sulla formazione e sull’occupazione che sono i fattori che garantiscono una crescita che va di pari passo con l’innovazione e un progresso sempre rivedibile cioè da adattare ai bisogni di tutti per soddisfarli.

Manuela.

Scritto da Manuela

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