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Rimborsi chilometrici…nel tempo
Ottenere un rimborso tributario in Italia è sempre un'impresa titanica: dalle file infinite agli sportelli (con attese estenuanti e perdita del giorno di lavoro), disinformazione più totale, caos, in alcuni casi anche procedimenti giudiziari che sembrano non arrivare mai ad una conclusione.
2 aprile 2011
Ottenere un rimborso tributario in Italia è sempre un’impresa titanica: dalle file infinite agli sportelli (con attese estenuanti e perdita del giorno di lavoro), disinformazione più totale, caos, in alcuni casi anche procedimenti giudiziari che sembrano non arrivare mai ad una conclusione (tant’è che è ormai diffusa la frase “Querelami allora” come per dire “Tanto con tutto il tempo che ci vuole sprechi solo tempo e denaro”). Ma in cifre come si traduce questo risultato fortemente negativo?
Il Krls Network of Business Ethics (club che ha la finalità di creare un sistema di contributi basato sull’etica e non sulla speculazione), afferma che in Italia, per ricevere un rimborso, il cittadino italiano deve attendere in media 14 anni prima che gli venga rimborsato, anche se riconosciuto. Ho una tecnica per stabilire se la spesa vale la spesa in termini di tempo quando decido di intraprendere un’attività: la strategia del bambino. In questo caso, se un bambino nascesse quando il cittadino fa la domanda del rimborso, ad operazione conclusa sarebbe un adolescente! Avanti a noi troviamo la Turchia (4 anni), l’Inghilterra (1 anno), la Germania (8 mesi).
E dire che quando lo Stato vuole un rimborso dal cittadino, non aspetta altrettanto per mettere in pignoramento la casa! Che ne pensate? Commentate!!!













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