Sì alla riforma dei contratti, ma senza Cgil

Si alla riforma dei contratti, ma senza Cgil

Ieri c’è stato un ulteriore allontanamento della Cgil dalla coppia Cisl-Uil. Sembrano lontani i tempi in cui il trio era ben collaudato. A Palazzo Chigi, infatti, l’unico a non firmare è stato il principale sindacato del nostro paese. Le altre due maggiori sigle sindacali hanno accettato la proposta del governo in merito all’  <<Accordo quadro [...]

23 gennaio 2009

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Si alla riforma dei contratti, ma senza CgilIeri c’è stato un ulteriore allontanamento della Cgil dalla coppia Cisl-Uil. Sembrano lontani i tempi in cui il trio era ben collaudato.

A Palazzo Chigi, infatti, l’unico a non firmare è stato il principale sindacato del nostro paese. Le altre due maggiori sigle sindacali hanno accettato la proposta del governo in merito all’  <<Accordo quadro di riforma degli assetti contrattuali>>, riforma degli accordi che aveva visto le prime luci nel luglio del 1993 con Ciampi.

Nella serata di ieri sono stati discordanti i commenti dei protagonisti. Da un lato la Cgil che con il suo segretario generale parla di un <<prendere o lasciare>> imposto dal governo, che si sapeva avrebbe incontrato il parere negativo della Cgil. Dall’altro Bonanni e Angeletti, rispettivamente numero uno della Cisl e della Uil, che, insieme al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, leggono questa intesa come <<un accordo storico>> che durerà per oltre di 10 anni. Con Cisl e Uil, hanno condiviso e firmato il testo anche Ugl e Confindustria. L’Abi e le assicurazioni hanno dichiarato che lo firmeranno nei prossimi giorni.

La nuova intesa si articola in quattro punti principali. La durata dei contratti da “due più due” con rinnovo biennale diventa di durata triennale. Il tasso di infalzione programmata viene sostituito dall Ipca (indice dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo per l’Italia) che non tiene conto dei giochi come il lotto, dei saldi e delle promozioni, dei ticket sui medicinali. Terzo, sono previsti sgravi e incentivi per quanto riguarda la contrattazione di secondo livello, che sarà favorita da riduzioni di tasse e contributi e dovrà muoversi verso il conseguimento di obiettivi superiori in termini di qualità e di produttività. Quarto elemento portante di questo accordo è relativo alla rappresentanza. Dal testo si legge che si prevedono nuove regole riguardo la rappresentanza delle parti sociali in sede di contrattazione collettiva e viene prevista la certificazione Inps inerente ai dati di iscrizioni a tutte le sigle sindacali.

Scritto da Timoteo Carpita

Laureando in Economia Politica, appassionato di giornalismo e internet. http://www.timoteocarpita.it

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