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Si fa presto a dire lavoro.
Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, da Washington, durante l’incontro per i lavori del Fondo Monetario Internazionale, ha affermato che l’Italia offre dei posti d lavoro. Infatti, i 4 milioni di immigrati, arrivati da noi, sono occupati. Quindi, si chiede se i giovani sono disposti a cogliere le occasioni di lavoro che gli vengono offerte. Il [...]
17 aprile 2011
Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, da Washington, durante l’incontro per i lavori del Fondo Monetario Internazionale, ha affermato che l’Italia offre dei posti d lavoro. Infatti, i 4 milioni di immigrati, arrivati da noi, sono occupati. Quindi, si chiede se i giovani sono disposti a cogliere le occasioni di lavoro che gli vengono offerte. Il discorso di Tremonti porta a chiedersi qual è un lavoro da immigrato e se gli immigrati sono una categoria che indica delle specifiche figure professionali. Le occupazioni di cui parla Tremonti non sono ben specificate, non si è detto: gli/le insegnati, gli/le operai/e, gli/le impiegati/e trovano lavoro in Italia. Il Ministro ha indicato un gruppo sociale eterogeneo che non rappresenta una mansione professionale. Immigrato non è sinonimo di lavoratore con mansioni di basso profilo professionale. Se il Ministro indica dei lavori umili svolti per lo più da stranieri, la sua proposta non sembra buona per nessuno. Occorre considerare che la maggior parte dei giovani in Italia ha un diploma e anche molti degli stranieri che vivono nel nostro paese hanno un titolo di studio, a volte elevato. Bisogna considerare ancora che tanti disoccupati in Italia sono disposti a svolgere dei lavori non adeguati ai propri obiettivi e formazione scolastica. Sembra utile, dunque, che si creino dei posti di lavoro qualificato e qualificante, per tutti, per poter mettere a frutto le proprie capacità, con un vantaggio sia nell’ambito personale sia collettivo.
Manuela.













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