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Sostituire il mutuo conviene o no?
Il governo ha introdotto, attraverso il Decreto per lo Sviluppo, la possibilità di passare dall'applicazione del tasso di interesse variabile al tasso di interesse fisso mantenendo lo spread originario.
17 maggio 2011
Il governo ha introdotto, attraverso il Decreto per lo Sviluppo, la possibilità di passare dall’applicazione del tasso di interesse variabile al tasso di interesse fisso mantenendo lo spread originario.
La motivazione alla base di questa possibilità è abbastanza chiara: consentire ai clienti degli istituti di credito timorosi di un prossimo incremento dell’importo delle rate di poter bloccare l’apprezzamento dei tassi, passando alla forma tecnica alternativa, ma conservando il più conveniente spread originario.
L’operazione avverrebbe in maniera piuttosto conveniente per il cliente, evitando che in sede di rinegoziazione di questa condizione economica, la transazione di sostituzione mutuo sia anche l’occasione – da parte delle banche – di ritoccare in peggioramento gli spread.
Ma conviene veramente passare all’applicazione del tasso fisso? O è meglio attendere l’evoluzione dinamica dei tassi, e conservare il mutuo a tasso di interesse variabile?
Secondo quanto sostiene una ricerca condotta da Mutuionline, il finanziamento a tasso fisso a 20 anni ha un tasso medio di 5,09 punti percentuali, con una rata di 665 euro al mese, contro un tasso del 2,55% per il variabile, con rata di 532 euro. Si risparmiano pertanto ben 133 euro, che difficilmente verrebbero “bruciati” nel corso dei prossimi trimestri a causa dell’incremento dei tassi.
Se tuttavia il piano di ammortamento residuo del mutuo è piuttosto esteso, forse val la pena effettuare una valutazione più accurata.













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