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Ue all’Eni: abuso di posizione dominante

La Commissione Europea ha inviato il 6 marzo scorso una segnalazione ufficiale a Eni. Si ritiene che “in via preliminare abbia violato le regole della concorrenza in materia di abuso di posizione dominante nella gestione di alcuni gasdotti di importazione di gas naturale”.

Alla compagnia viene imputato di aver “limitato la concorrenza sul mercato e ha danneggiato i clienti in Italia”. L’Unione europea punta il dito contro “un presunto rifiuto a fornire accesso alla capacità disponibile sulla rete di trasporto (accaparramento della capacità), la presunta allocazione a terzi di capacità secondo modalità economicamente meno attraenti (degrado di capacità) e la presunta limitazione strategica dell’investimento in nuova capacità”.

Sotto la lente di controllo europea è finita in particolar modo la condotta in merito alla gestione e al potenziamento dei gasdotti di Eni che importano gas naturale nel nostro paese dall’Austria (gasdotto Tag) e dalla Germania (insieme di gasdotti Teno/Transitgas).

La Commissione europea cerca di imparare la lezione dall’ultima crisi nell’approvvigionamento del gas: risulta evidente che ai fini dell’integrazione dei mercati e di una concorrenza maggiore, è fondamentale l’esistenza di chiare e limpide possibilità di accesso alle infrastrutture di trasporto del gas in Europa. E proprio qui Eni viene incolpata, di non aver investito abbastanza in capacità di trasporto, che ha portato ad “un impatto sulla sicurezza degli approvvigionamenti aumentando il grado di dipendenza dai singoli fornitori e dai contratti da questi ultimi stipulati a monte”. 

Scaroni, Ceo di EniSembra, dunque, diversa la situazione da come, durante i giorni del bombardamento mediatico su questo tema, che da tempo si è spostato altrove, il ministro Scajola e il Ceo di Eni parlavano di una sicurezza italiana maggiore rispetto ad altri paesi europei, proprio grazie all’aver realizzato una differenziazione dei fornitori. 

Per ora l’Europa ha solo informato le parti interessate degli addebiti, Eni potrà rispondere sottolineando i fatti rilevanti per la sua difesa e anche essere ascoltata. Esercitata questa facoltà, l’Europa potrà definitivamente decidere se il comportamento di Eni è o meno compatibile con le regole europee in tema di concorrenza.

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Timoteo Carpita has written 100 articles on Finanza ed Economia.

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