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Un rating sociale più diffuso avrebbe limitato la crisi
La crisi che è in corso, e che per i più ci farà compagnia ancora per molto, fa notare con chiarezza anche un dato interessante: come debbano essere considerate in modo diverso le società di rating finanziario (Standard & Poor’s, per esempio) e le società di rating sulla responsabilità sociale (KLD, per esempio). Una differenza [...]
25 gennaio 2009
La crisi che è in corso, e che per i più ci farà compagnia ancora per molto, fa notare con chiarezza anche un dato interessante: come debbano essere considerate in modo diverso le società di rating finanziario (Standard & Poor’s, per esempio) e le società di rating sulla responsabilità sociale (KLD, per esempio). Una differenza che, oltre che in termini morali, condivisibili o meno, ha una caratterizzazione più materiale, economica. Studiosi ed economisti hanno infatti confermato una differente valutazione ex ante, operata dai due differenti tipi di società di rating, sulle banche d’affari maggiormente colpite dalla crisi.
Le banche d’affari sono caratterizzate da attività in larga parte costituite da cds (credit default swap) e da cdo(credit default options), tra cui troviamo tante costruzioni finanziarie complesse che mettono assieme il rischio di credito di clienti sicuri e quello di chi ha acquistato mutui subprime. Le società di rating finanziario giudicano sia queste attività che queste banche con una tripla A (giudizio massimo).
Le società di rating socialmente responsabile, invece, associano a queste famose banche d’affari valori molto bassi, giudicando negativamente il rischio di leva finanziaria, un eccessivo rapporto tra debito e risorse interne, la mancanza di informazioni adeguate che sfocia spesso in una limitata trasparenza.
Questo porta le società di rating sociale a non fare investire nelle banche d’affari. E forse a ruoli inversi, se la maggiore visibilità l’avessero avuta le società di rating sociale, la crisi sarebbe stata diversa in termini di gravità.













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Reinvio: Da: Ilona Staller A: Lorenzo Quilibrio lorenzo_quilibrio@poste.it
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