Fill the signin form and go to your private zone.
Valori e atteggiamenti: uno scambio possibile anche nell’economia capitalistica
Abbiamo visto che il sistema capitalista nelle società occidentali influisce sulla famiglia per mezzo della riproduzione sociale rendendola il luogo adatto a produrre nei figli i tratti di personalità che attraversano tutte le classi sociali, funzionali a determinare un “orientamento rivolto all’esterno della propria persona e dei propri metri di giudizio, una mancanza di auto [...]
11 giugno 2011
Abbiamo visto che il sistema capitalista nelle società occidentali influisce sulla famiglia per mezzo della riproduzione sociale rendendola il luogo adatto a produrre nei figli i tratti di personalità che attraversano tutte le classi sociali, funzionali a determinare un “orientamento rivolto all’esterno della propria persona e dei propri metri di giudizio, una mancanza di auto direzione autonoma e creativa” (La funzione materna’, Nancy Chodorow, 2002). Il libro di Nancy Chodorow evidenzia l’importanza dell’accudimento condiviso da entrambi i genitori in modo che, della funzione materna, sia responsabile anche il padre. Ciò non basterebbe ad eliminare la rigida distinzione dei ruoli di genere e conseguenti discriminazioni, ma sarebbe importante per ridurre il carattere di esclusività della funzione materna, appannaggio della madre e alleggerire la donna di pesi e responsabilità che, probabilmente, sente eccessivi tanto è vero che spesso li pone prima di se stessa. Occorre dire che i padri di adesso sentono la genitorialità e si prendono più responsabilità che in passato. Si ricorda, a mo’ di esempio, curioso e significativo, un articolo, pubblicato tempo fa da alcuni quotidiani, in cui si raccontava di un papà, vestito da Batman, sul cornicione di Buckingam Palace, dove era per protestare per la tutela dei diritti dei papà divorziati e avere l’affidamento dei figli. Il sistema capitalistico influisce, dunque, nel riprodurre anche disuguaglianze di genere e addestra all’obbedienza al sistema stesso. Con questo non vogliamo affermare che il sistema economico sia la sola causa dei cambiamenti nella famiglia e nella società, ma che ne influenza la struttura. Per contrastare la portata di sconvolgimenti così epocali ed evidenti dal momento che si parla di crisi dei valori, della famiglia, ecc., si potrebbe pensare che l’antidoto sia l’istruzione, ma non è dimostrabile che cittadini più consapevoli e critici sviluppino un partecipazione più attiva alla vita politica e sociale. Le società con un’economia capitalistica avanzata sviluppano dei valori, propri di quella economia, ed è più probabile che questa influenzi la trasmissione della cultura e non il contrario. Il ruolo dell’istruzione, nel lungo periodo, pare sia più preponderante nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, nella vita quotidiana, tra il luogo di lavoro, la scuola, l’ambito relazionale, personale e politico, che rappresentano parti di quel prodotto culturale che è la società, esiste un rapporto di interazione, di scambio di valori e significati. Una comunicazione non solo tra il singolo individuo e l’insieme, cioè l’ambiente dove di volta in volta interagisce, ma anche tra i vari ambienti sociali. Innanzi tutto e come puntualizzazione si può rilevare che gli effetti dell’istruzione si possono registrare con più evidenza sulle donne, per le quali era ritenuta ‘superflua’ perché destinate ai lavori di casa. Il ‘nostro paese non fa figli’,si sente spesso dire dai media e le cause non sono solo di natura economica, ma anche culturale. Donne giovani hanno maggiori aspettative dalla vita, dal lavoro e dal rapporto di coppia, così come una visone nuova di ciò che è la cura dei figli. Spesso si dice che è difficile conciliare i tempi del lavoro e quelli della cura dei bimbi, ma le donne giovani, forse, intendono la qualità del tempo da passare con i figli. Tornare a casa, mettersi a fare i compiti con i figli e giocarci, dopo aver avuto beghe (inutili) in ufficio, le noie della routine, significa entrare in un’altra dimensione (si direbbe quella vera). Le giovani donne che si rendono conto dell’importanza di dare attenzione di qualità ai figli, di fornirli di conoscenze utili alla loro crescita, non contrattano ben volentieri con un sistema del mercato del lavoro e sociale dove tali valori non contano molto e, forse, per questo preferiscono non fare figli. Ciò che conta invece è lo scambio di esperienze e di significati condivisi tra bambini e genitori, affinchè nasca un dibattito su temi importanti che arricchiscono tutti, da portare anche in altri ambiti con un messaggio positivo. Al lavoro e nelle relazioni sociali, ad esempio, in cui far fluire fiducia in nuove prospettive di vita. Il sistema economico, dunque, influenza le nostre vite, ma abbiamo sempre la possibilità di cambiare. Occorre vedere i cambiamenti già in atto, i comportamenti delle nuove generazioni e saperli leggere attraverso le lenti della vita che, per sua natura cambia, si differenzia per esistere, assumendo varie forme. Le nuove generazioni vogliono l’indipendenza economica e dalla famiglia poiché fa parte della crescita, devono essere incoraggiati a realizzare i loro sogni, nel lavoro e nella vita, ma il sistema politico, sociale ed economico e del lavoro devono ascoltare.
Manuela.













Nessun commento
Aggiungi un commento